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Terapia delle cistiti ricorrenti

Ausili e prevenzione per infezioni delle vie urinarie​

Cicli brevi di antibiotici sono molto efficaci nel trattamento delle cistiti acute non complicate nelle donne in età fertile.
Le elevate concentrazioni di antibiotico raggiunte in tale distretto per l’eliminazione di alcuni prodotti unicamente per via urinaria, giustificano la possibilità di eseguire con alcuni tipi di antimicrobici una terapia estremamente breve.

Ma se non è presente febbre elevata o sangue nelle urine, le cistiti possono essere trattate anche con integratori che favoriscano l’espulsione dei batteri piuttosto che la loro uccisione.

Una terapia antispastica e antidolorifica per i sintomi irritativi è invece SEMPRE opportuna.

Effettuare invece l’urinocoltura in pazienti asintomatici non è indicato perché il trattamento di batteriuria asintomatica in donne sane non è raccomandato.
Nelle donne in cui i sintomi non si risolvono prima della fine del trattamento o in cui i sintomi si risolvono ma si ripresentano nel giro di 2 settimane, devono essere fatti urinocoltura ed antibiogramma.

Prevenire le infezioni urinarie, soprattutto quelle ricorrenti, è possibile attraverso strategie naturali e supporti integrativi, che offrono benefici con basso rischio di effetti collaterali.​

D-Mannosio

  • Zucchero naturale ricavato da larice o betulla.
  • Viene filtrato dai reni ed espulso con le urine; si lega all’Escherichia coli, facilitandone l’eliminazione.
  • Indicato durante la fase acuta o per recidive, ma non come prevenzione quotidiana.

Uva Ursina

  • Pianta medicinale tradizionale, contiene arbutina, che si trasforma in idrochinone dalle proprietà antibatteriche.
  • Funziona meglio se le urine sono alcaline (pH > 7).
  • Sconsigliata a donne in gravidanza e bambini sotto i 12 anni per potenziali rischi epatici.
  • Utile in infezioni causate da batteri come Proteus, Klebsiella, Citrobacter, Haemophilus.

Cranberry (Vaccinium Macrocarpon)

  • Riduce l’adesione dei ceppi patogeni di E. coli alle pareti della vescica: i ceppi uropatogeni di E. coli si affidano alle fimbrie di tipo P per permettere la colonizzazione e il relativo processo infettivo. Le proantocianidine del cranberry prevengono l'adesione delle fimbrie di tipo P.
  • Può essere assunto in gravidanza.
  • L'efficacia dipende dalla standardizzazione del prodotto: più è titolato, più è efficace.

L-Metionina

  • Un gran numero di batteri Gram-negativi sono in grado di alcalinizzare le urine tramite degradazione enzimatica dell'urea, creando condizioni di crescita vantaggiose.
  • L'effetto acidificante della L-Metionina provoca uno spostamento del pH urinario in un range tra 5,4 e 6,2; tale ambiente acido diminuisce l'adesione dei batteri patogeni alle cellule dell'urotelio e inibisce la crescita dei ceppi batterici.
  • Un'infezione urinaria cronica con urine alcaline può indurre la formazione e la crescita di calcoli fosfatici. L'acidificazione delle urine con L-Metionina migliora la solubilità dei calcoli ed è essenziale per prevenirne la formazione di nuovi.

Terapia Immunitaria

  • Si basa su lisato di Escherichia coli (Uro-Vaxom): stimola il sistema immunitario.
  • Studi clinici mostrano una riduzione significativa delle infezioni ricorrenti (RUTI) rispetto al placebo.
  • Non ancora disponibile in commercio in Italia.

Riequilibrio della flora intestinale

​I batteri intestinali possono giungere alla vescica per contiguità o attraverso le vie linfatiche e solo correggendo l’equilibrio intestinale tra flora batterica “buona” e patogena ed eliminando quindi il serbatoio di batteri pericolosi che alimenta questo ciclico ripetersi di infezioni, sarà possibile eliminare una delle causa di gran lunga più frequenti delle infezioni delle basse vie urinarie.

Se non viene eliminata la disbiosi quindi, ogni antibiotico avrà un effetto momentaneo sulla vescica, senza trattare l’origine del problema ma andando a incrementare la resistenza dei batteri patogeni intestinali, quando essi siano in numero eccessivo.

Perché è fondamentale scegliere i giusti prebiotici e probiotici?
Non tutti i probiotici e prebiotici sono uguali, e pensare che “uno vale l’altro” è un errore comune che può compromettere l’efficacia del trattamento o della prevenzione.​

Differenze tra probiotici e prebiotici

TipoCos'èFunzione principale
Probiotici
Microrganismi vivi (es. Lactobacillus, Bifidobacterium)
Colonizzano l’intestino e riequilibrano la flora batterica
Prebiotici
Fibre non digeribili (es. inulina, FOS)
Nutrono i batteri “buoni” già presenti o assunti

Caratteristiche di un probiotico efficace

  • Capacità di colonizzazione persistente: deve aderire alla mucosa intestinale e rimanere attivo per un tempo sufficiente.
  • Stabilità: deve resistere a temperatura, umidità e acido gastrico.
  • Quantità adeguata: servono miliardi di CFU (unità formanti colonia) per avere un effetto clinico.
  • Specificità del ceppo: ogni ceppo ha proprietà diverse (es. Lactobacillus rhamnosus GG è diverso da Lactobacillus acidophilus).
  • Sicurezza e documentazione scientifica: deve essere supportato da studi clinici.

Perché “uno vale l’altro” è falso

  • Alcuni ceppi non sopravvivono al passaggio gastrico.
  • Altri non colonizzano l’intestino in modo efficace.
  • Alcuni prodotti non sono standardizzati o non contengono la quantità dichiarata di microrganismi vivi.
  • La combinazione con prebiotici (simbiotici) può potenziare l’effetto, ma solo se ben formulata.

Impatto sulla salute

Una flora intestinale equilibrata:

  • Riduce il rischio di infezioni urinarie e vaginali.
  • Migliora la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.
  • Modula il sistema immunitario.
  • Contrasta l’infiammazione e lo stress ossidativo.

Alimentazione

​Per ridurre spasmi dolorosi e fastidio a livello vescicale, è utile limitare tutti i cibi e le sostanze che aumentano la motilità vescicale, favoriscono l’abrasione delle mucose o stimolano contrazioni involontarie. Evitare il consumo di:

  • Alcolici e fumo.
  • Cioccolato e dolci industriali con conservanti e coloranti, caffè (anche decaffeinato).
  • Spezie intense, glutammati.
  • Cibi affumicati, essiccati o ricchi di additivi.
  • Bevande acide o gassate.

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