Cistiti
Infezioni delle vie urinarie
Le infezioni urinarie sono tra le patologie più comuni nella donna, spesso sottovalutate ma capaci di influenzare profondamente la qualità della vita. La cistite, in particolare, è un’infiammazione della vescica che può presentarsi in forma acuta o cronica, e tende a ripresentarsi frequentemente.
La cistite si definisce come infiammazione acuta o cronica della vescica urinaria in genere causata da un’infezione batterica o, più raramente, da traumi o agenti esterni (cateterismi, radioterapia).
Si definiscono “non complicate” le infezioni vie urinarie che occorrono in un apparato urinario indenne ed in assenza di specifiche comorbidità.
Si definiscono “complicate” le infezioni che si manifestano in soggetti a particolare rischio di complicanze (bambini, donne gravide, soggetti immunodepressi, diabetici, cateterizzati, con alterazioni anatomiche o funzionali dell’apparato urinario, insufficienza renale, uropatia ostruttiva, vescica neurologica)
Le cistiti e le vaginiti recidivanti sono spesso presenti nella stessa donna: la percentuale di comorbilità si aggira intorno al 60%.
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Scopri di piùQuanto è diffusa la cistite recidivante?
- Donne tra i 20 e i 40 anni: circa il 30% ha avuto almeno un episodio di cistite e il 25% potrà avere da una a tre ricadute nell’anno successivo.
- Il 60% delle cistiti batteriche croniche ricorrenti è rappresentato da cistiti post-coitali.
- Donne in menopausa: l’incidenza aumenta per via di fattori come assottigliamento delle pareti mucose (atrofia), calo dei lattobacilli, prolassi, incontinenza e residuo post-minzionale.
- Gravidanza: favorita dalle modificazioni fisiche e ormonali che normalmente si verificano durante la gestazione.
Le infezioni ricorrenti (RUTI) si definiscono come:
- ≥3 episodi in 12 mesi
- ≥2 episodi in 6 mesi
Sintomi delle infezioni delle vie urinarie
- Pollachiuria: aumentato numero di minzioni con una ridotta quantità di urina per ogni minzione.
- Disuria: difficoltà ad urinare.
- Stranguria: dolore o bruciore durante la minzione, a volte accompagnato anche da brividi e freddo.
- Dolore soprapubico.
- Tenesmo vescicale: bisogno urgente di urinare e sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica.
- Possibile sangue nelle urine.
- Febbre: se l’infezione risale verso le alte vie urinarie ci può essere febbre elevata e con brivido.
Cause e meccanismi delle infezioni urinarie
Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono causate principalmente da batteri intestinali che possono colonizzare la vescica per migrazione batterica da iper-permeabilità intestinale o risalendo attraverso l’uretra fino alla vescica.
I batteri più frequentemente coinvolti sono:
- Escherichia coli: responsabile nel 70–95% dei casi.
- Klebsiella: 11% dei casi.
- Altri: Citrobacter, Staphylococcus saprophyticus, Staphylococcus epidermidis, Enterococcus faecalis (10–15%).
- Meno comuni: Proteus mirabilis.
La relazione tra microbiota intestinale e disturbi uro-ginecologici è sempre più studiata e riconosciuta.
Fattori che favoriscono le infezioni
Condizioni fisiche e patologie
- Stitichezza o diarrea.
- Alterata permeabilità intestinale (leaky gut syndrome) e disbiosi.
- Utilizzo ripetuto o cronico di alcuni farmaci (come cortisonici e gastroprotettori).
- Idratazione insufficiente.
- Freddo intenso con vasocostrizione locale: può causare riduzione della circolazione nella zona pelvica.
- Diabete, disturbi neurologici, prolassi utero-vescicali.
- Cateteri, diaframmi, creme spermicide.
- Traumatismi durante i rapporti sessuali.
- Ridotte difese immunitarie.
Ostacoli anatomici
- Ostruzioni come calcoli urinari, ipertrofia prostatica, stenosi.
- Ipertono muscolare del pavimento pelvico.
- Presenza di urina residua, da incompleto svuotamento vescicale.
Fattori vaginali
Numerosi studi hanno dimostrato che l’Escherichia Coli aderisce più rapidamente alle cellule vaginali di donne che presentano anche infezioni delle vie urinarie, proprio per un numero maggiore di recettori per l’adesione batterica.
Le cellule delle donne che non presentano infezioni recidivanti invece producono mucopolisaccaridi che tendono a coprire e “mascherare” i recettori per l’adesione.
Fattori Uretrali
Alcuni studi mettono in dubbio la presenza di vere stenosi uretrali nella donna. Si ipotizza che le infezioni frequenti siano legate a problemi di coordinazione tra vescica e sfintere (dissinergia vescico-sfinterica misconosciuta o ostruzione funzionale). Inoltre, esiste anche la possibilità di una distribuzione alterata nell’uretra delle cellule dendritiche responsabili della difesa batterica può ridurre le barrire naturali.
Fattori prostatici (nell'uomo)
Una infezione della prostata può facilitare IVU. In particolare, la riduzione dello zinco nel liquido prostatico favorisce la crescita batterica. Anche l’ostruzione urinaria per prostata ingrossata aumenta il rischio.
Biofilm batterico
Il biofilm batterico rappresenta uno dei principali meccanismi di persistenza delle infezioni urinarie croniche. Si tratta di una struttura protettiva creata da batteri (anche di specie diverse, spesso associati a lieviti o altri microbi), che aderisce alla parete vescicale e li rende invisibili alle difese immunitarie e resistenti ai trattamenti antibiotici e al D-Mannosio.
All’interno del biofilm, i microrganismi evolvono, diventando più aggressivi e adattivi. L’abuso di antibiotici, invece di debellare l’infezione, favorisce la resistenza dei cosiddetti "persistenti", batteri dormienti che possono riattivarsi in condizioni favorevoli (come calo immunitario o gravidanza).
Abitudini che favoriscono le infezioni
- Trattenere l’urina eccessivamente, urinare di fretta o con minzione incompleta o in posizioni non corrette.
- Igiene intima aggressiva che destabilizza la flora batterica vulvare e vaginale.
- Alimentazione squilibrata, con impatto sulla flora intestinale.
- Ritardare la minzione dopo i rapporti sessuali.